il blog

Seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino

Il giorno in cui il primo bambino sorrise per la prima volta, il suo sorriso si spezzò in mille frammenti. I frammenti rotolarono via tutt'intorno sgambettando e così ebbero origine le fate.

James Matthew Barrie
Peter Pan


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il senso della vita

Le uniche persone che per me esistono sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d'artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra e tutti fanno "Oooooh!"

Jack Kerouac
On the road

amo

La mia Firenze
Londra, la Terra Promessa
Orlando Bloom, il Capo
Peter Pan e il suo Neverland
I miei Angeli
La Fiorentina
William Shakespeare
Fare la Fava di prima categoria
Lo zio Johnny
Scrivere, qualunque cosa sia
Guardare dalla finestra la pioggia che cade
Andare al Franchi e liberare l'anima ultrà che è in me
Mia sorella
Il mio pucci Lucky
Ballare sotto la pioggia
La musica

odio

L'ipocrisia e la falsità
La Tibia in Gonnella e il Perone in Jeans
Chi osa far male ai miei Angeli
Le amicizie di comodo
Essere al centro dell'attenzione
L'acqua
Gli esami e la pressione alle stelle
Alzarmi presto la mattina
Piangere per chi non lo merita
Maria De Filippi e i suoi Amici
Gli imprevisti
L'adsl che saltella
Sentirmi inutile


compleanni

10 Gennaio Braccino
12 Gennaio Little C
13 Gennaio Capo
3 Febbraio Andy
16 Aprile Em
28 Aprile Mio
1 Agosto Cippe
13 Settembre Sister
12 Novembre Stefano
25 Novembre Jo
8 Dicembre Papy
25 Dicembre Mamy


desideri e sogni

Andare a Londra
Incontrare i miei Angeli
Passare all'esame col voto che vorrei
Andare alla facoltà di Lingue
Fare richiesta per l'Erasmus
Trasferirmi a Londra prima possibile
Vedere i miei Angeli felici
Incontrare il Capo, zappaterra kentiano
Parlare l'inglese come una madrelingua
Pregare davanti a Peter
Perdermi per Londra
Andare in Africa
Lo scudetto e la Champion's per la Viola
Innamorarmi
Regalare un sorriso a chi non ne ha
Fare bungee-jumping


frasi di una vita

Smile, without a reason why.
We are intrepid, we carry on!
Shhh, relax and breathe.
Second star to the right and straight on til morning.
SODC help us!
If life isn't about human beings and living in harmony, then I don't know what it's about.
C'est la vie.
I think I've been asleep most of my life.
Depends on the one day.
Voici mon secret. Il est très simple: on ne voit bien qu'avec le cœur. L'essentiel est invisible pour les yeux.
You have five minutes to wallow in the delicious misery. Enjoy it. Embrace it. Discard it. And proceed.



note dell'anima

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giunti a Neverland
*loading* bambini sperduti.

credits
template creato da FataFallita
distribuito da Tasteless

 

...and I always remember you like a child
                  00:57 ♥ commenti

Canta Cat Stevens, come tutto il pomeriggio. Canta e mi riempie la testa di pensieri a cui non riesco a dar forma, nè significato. Che confusione.

Mi stupisco di me stessa.
Com'è che sorrido come una scema dalle dieci. Ditemi come. Perchè non è da me.
Mi sto squagliando. Sarà l'estate che si avvicina, saranno gli uccellini primaverili che cinguettano come suggerisce mia moglie, oforse ho bisogno di una boccata di novità per rimanere in superficie e non annegare nello stess.
E dannazione sto bene.
Tra poco mi mettevo ad urlare appena uscita di scuola, ho cacciato un urlo e ho spaventato tre piccioni, che incautamente mi si erano piazzati davanti, assordando allo stesso tempo una coppia i turisti cinesi. Scusate, non è colpa mia.
E son bastate due chiacchiere con quella schiera di angeli per tirarmi su di morale, per ridarmi la percezione che comunque vada, niente mi abbatterà. Ed è proprio una bella sensazione.
Ogni tanto aprivo la finestrella di msn e addocchiavo la lista delle persone in linea.
No. Non c'è.
Sbam e richiudevo. Entra giusto per un saluto. *_*
E ritonfa alle dieci che riappare. Chiacchiere a volontà e io che trascuro la mia famiglia di angeli.

"Siamo sulla stessa lunghezza d'onda."
"Studia lo spagnolo. E' romantico."
"Vado a studiare ora, ma se ripassi anche te facciamo prima." A mezzanotte studi? o.O
"Buonanotte e sogni d'oro. Un bacione."
Wa. E' mancato tanto che mi sfracellasse la mascella al suolo.
Santi dèi.
Vuole che l'aiuti con la tesina. Mi martellava con il suo sos "aiuto" ogni cinque secondi. Mi faceva tenerezza.
*Ehy, qualcuno si sta perdendo nell'intricato paradiso.*
Sto bene, sto così bene e non mi sembra vero. Sono stressatissima, studio fino a farmi uscire le parole dalle orecchie eppure sto bene.
Ma basta davvero così poco?
Prima ho chiesto alla Jo se bastasse un trillo a mandarmi sulle nuvole.
Sì.
E lì, son sprofondata. Sto partendo, me lo sento.
Perché per ora ho trovato solo un suo difetto? non sopporta gli inglesi. E lo vieni a dire a me? Rischi un morso ad una caviglia, occhio.
Arreggetemi, vi prego. Io non lo so che mi prende, che mi sta succedendo. O forse lo so, ma mi è difficile ammetterlo.
E la Cupida mi sorride gongolante. Dice che mi luccicano gli occhi appena lo nomina. Io non posso saperlo, ma penso sia strano.
Mh.
Che confusione.
*Ehm, cretina.. Vuoi che ti canti la canzone?*
Sarà perchè..
*Appunto.*
No, grazie, puoi tacere coscienza, perchè esageri.
Esagera, sì. Sto bene, sono rilassata come non credevo possibile e ho un sorrisone sgranato che va da un orecchio all'altro.
Sto bene. Se non si era capito, ribadisco.
e a quanto pare si nota. Mia sorella distesa sul letto mi sente sghignazzare dalla scrivania. "Che c'avrai da ridere lo sai solo te."
"Nulla, chi ride?!"
"E' mezz'ora che c'hai una faccia a ebete."
-.- Faccia ad ebete nel suo gergo significa "sorriso abbagliante che ti si è stampato in volto da tre quarti d'ora e non accenna a scomparire".
Mah.
E la Jo che aveva capito fischi per faschi all'inizio.
Riporto stralci di conversazione. Sclerati in questione sono la Jo, Laws e la sottoscritta, più fusa del solito. 
Mi manda le mail O.O
... Domani passo casualmente da Firenze. Casualmente se more io non c'entro eh.
Lo uccidi? *faccetta coccolosa*
Lo uccidi?
Se vuoi, trascinerò il cadavere davanti a te.
Il ca.. cadavere?
E poi stile Achille con Ettore lo lego alla macchina e gli fo fare i girini attorno al palazzo.
Ma poverino, perchè?
Chi è costui perchè debba odiarlo così come la Jo?
Ma non ha fatto niente, piccino.
.. Ops.. Non è quel Gian..occacchio. Ho confuso i nomi. 
Sempre Gian è.
Scusa Marco. < lo ritira per i piedi e lo rinvivisce > sorry eh.
*__* E' puccioso.
Se finora è gentile e bravo, va bene. Ma se non ti tratta da principessa gli sego tutte le sporgenze.
Se si comporta male se la vede con noi
*__*
Love is in the air...
Jo, ti ci metti anche te?

E la perla della giornata? Arriva subito.
Ho avuto la brillante idea di mettere un'emoticon con due maroni ciondolanti. Si è scatenata la follia.
CHE MINCHIA E' STO COSO?
Palle.
Palle Orlandesche.
Jo.
Le palle di Orlando?
Oddèi spero per lui di no.
Siamo in due a sperarlo.
Spero bene per lui.
Pesano.
C'è bisogno di una carriola per portarsele in giro.
Fatica a portarle in giro. Abbisogna di sospensorio.
Poi sulla moto come fa? o.O
Le mette ai lati tipo zavorra, per usarle come air bag, in caso di incidente.
Le mette nel cestino.
Così se cade rimbalza subito.
Minchia, sai dolore se inchioda. o.O Gli vanno a finire sotto le ruote.
Se le trincia.
Ecco perchè è meglio il cestino. Così le schiaccia.
Le sega, insomma.
*attore Orlando Bloom coninvolto in un incidente. Lo salvano le palle airbag.*
*per il momento ha la voce un po' acuta, ma nel complesso sta bene*
Porello lui e porelle le palle.
E quando cammina le appoggia sulle spalle?
No, saltella.
Le porta in mano.
Lui corre e noi quattro seduti sulle palle.
Seduti sulle palle?
E ogni tanto lo fermiamo. Ma si sta comodi?
Mettiamo anche un paio di redini, che sennò finiamo a terra.
Tutta morbidezza, sì, sì.
Portiamoci qualche cuscino, dai.
Gli air bag li ha lui.
La sicurezza prima di tutto. U.U
Sono come quei puff enormi. Ci sprofondiamo dentro.
*JO ALZA LAWS CHE STA SPROFONDANDO IN UNA PALLA*
Ma c'è posto per tutti e dei?
Tre per palla.
Son spaziose, eh.
In mezzo alle palle ci mettiamo Gesualdo a fare da panca supplettiva.
E per occupare il tempo, ci diamo ai giochi senza frontiere, del tipo "Ok, ragazzi al tre ci scambiamo le palle" Uno, due, tre... *saltiamo*
Ma si fa male, poverino. Io lo posso capire.
Con tutti i sacrifici fatti per lui, qualcuno per noi dovrà anche farlo.
Poi cosa vuoi che sia, le porta a spasso tutti i giorni.
Farsi schiacciare gli attributi da vagabondi salterini mi sembra un prezzo davvero irrisorio. U.U


Le una. Passa in fretta il tempo chiacchierando su msn.
Passa in fretta se stai bene. E queste ore son volate. Ultimo ripasso per domani e filo a dormire.
Mia sorella Jo prima mi ha fatta rimanere così O.O
Come va?
*__*
Bella risposta. Ti lascio tubare?

Ero incazzata come una bertuccia uscita di scuola, nel primo pomeriggio faticavo a stare seduta, anche perchè quel gran genio di mia mamma si è comprata una cassapanca che sembra una bara e me l'ha stonfata su un piede, col risultato che cammino da sciancata.
E ora son tranquilla, rilassata quasi.
O.O Vado a ripassare, che è meglio, diceva il solerte puffo quattrocchi.
VagabondAngel
Regalami il tuo sogno, te lo conserverò...
                  16:14 ♥ commenti (7)

553796rlv9xauw8h ...lo custodirò, finchè ne avrai bisogno.

Un trillo inaspettato mi fa alzare la testa dal noiosissimo libro di filosofia. Lui.
Ti disturbo?
Sorrido, guardo il libro, guardo lo schermo, guardo di nuovo il libro e... No.
*Devi studiare, sì, manca poco ormai, non si manda tutto all'aria per niente.*
E mi ritrovo a sorridere come un'ebete fissando quello schermo, arrossendo per un complimento, scuotendo la testa all'impazzata.
*Calma. Respirare, prego.
Non volare così in alto, per favore, mantieni i piedi piantati al suolo. Ti bruci e lo sai. Vola a bassa quota, ti fai male. E lo sai che ti fai male. Masochista che non sei altro.*
E' che mia moglie ieri mi metteva Gustav in continuazione, mi cantava "love is in the air", un'amica mi dice che guardando il Re Leone si è innamorata della canzone "l'amore troverà la via".
Frenate. Io rischio di andare al manicomio. Oltre il normale.
Mi lascio coinvolgere troppo dalle novità, non riesco a dosarmi. Ed ho un'innata predisposizione a farmi male. Fisico, certo, cado da seduta e inciampo nei miei stessi piedi. Il che non è normale per una persona che dovrebbe avere il pieno controllo di se stessa. A diciannove anni poi, si presuppone che tu sappia camminare, reggerti in piedi, essere normale insomma. Io no. Giustamente se non mi faccio riconoscere, non son contenta.
Ma non solo fisico. Ho la capacità di fidarmi sempre delle persone sbagliate, legarmi troppo subito, affezionarmi e non vedere altro finchè dura. Perché poi c'è chi ti riporta alla realtà. Brutalmente, certo.  Però l'ultima volta che l'ho fatto, mi è andata da Dio. E sta andando da Dio. Ed ecco che la fiducia negli altri sale d'un botto. Certo, loro son Angeli, è ovvio che siano meravigliose. E lui. Bah. Carino, dolce, intelligente, simpatico.  
*Frena*
Ok, hai ragione, freno. Staremo a vedere. Casualmente passerà di quì la settimana prossima, forse.
Casualmente.
Certo.
E casualmente passerà di quì, dopo avermi chiesto come arrivarci? Mh mh.
Basta, non arrovelliamoci il cervello.

E mi manca come ci si sente. Mi mancano le piccole cose, quelle che infondo con Simone mai e poi mai ho ricevuto. In effetti è difficile districarsi tra quattro donne, lo capisco, povero demente. Ho sempre pensato, negli ultimi anni, che fosse meglio stare da sola, libera di fare quello che avevo voglia di fare, senza vincoli, nè legami. Però, adesso.. Bah, che mi prende in quest'ultimo periodo non lo so. Soltanto ora ne sento la mancanza. Un conto è amare Lui, il Divino. Un'altra storia è avere qualcuno accanto che ti ricambi, sentire che c'è. Che non se ne sta chissà dove a zompettare su delle improbabili moto con la netta percezione che essendo impedito per nascita, si spacchi qualcosa in breve termine. E avere qualcuno accanto, non mi sembra più così male come fino a qualche mese fa. Storcevo il naso alla sola idea di dovermi impegnare, di pensare per due, di perdere la testa per risolvere i problemi che sarebbero sorti, di piangere sconsolata dopo l'ennesima delusione. E solo ora mi rendo conto che forse loro, quelle che tutti i giorni guardavo dannarsi l'anima per il nuovo casino sbucato all'orizzonte, hanno avuto più coraggio di me. In bilico. Tra santi e falsi dèi, direbbe Giuliano. La paura? Mh. Forse, m'è servito però starmene per conto mio, dopo quell'assurda esperienza. Ah, chi lo sa. Non ho tempo per filosofeggiare per conto mio, devo studiare i filosofi e le loro menti turbate, non pensare alla mia.

Toh. Sbuca Cupido su msn. Tutta sorridente e pimpante.
Le avevo detto di starsene ferma, zitta e a cuccia.
Ha obbedito, secondo voi?
No. Chiaro.
Così gli ha parlato di me. Ma esattamente cosa gli ha detto?
Bah. Valle a capire le persone. Io l'ho sempre detto, puoi studiare psicologia per venti anni tutti i giorni, non le capirai mai fino in fondo.

Settimane da urlo, queste. Non che il resto dell'anno non lo sia stato ma, queste, sono assoultamente da sparo in bocca.
Si può fissare così tanti compiti con un preavviso di dodici ore? Si può?
E la tesina la scrivo di notte, io? Perché o la scrivo di notte, e visto l'argomento sarebbe anche consono, oppure la scrivo una volta finita la scuola. Cioè la settimana prima dell'inizio della fine.
Mah.
Sperem. Torno con la testa nel libro, va, che è meglio. Sia mai che qualche filosofo mi da per dispersa. Tzè.

VagabondAngel
Le persone fanno sempre cose pazze quando sono innamorate
                  00:44 ♥ commenti (4)
35160kdgqug57joMe ne stavo stesa al calduccio nel mio letto a guardare Hercules. Quanto tempo che non lo facevo, sembrano passati anni, che non pensavo soltanto a me. Senza fare niente di che, solo.. Una pausa. Me la sono concessa nonostante non abbia il tempo materiale per farlo. Ho abbandonato Pirandello sopra la scrivania e mi sono persa tra le meraviglie Disney. Quella è filosofia, quella è magia.
La stessa magia che mi ha posseduta da dicembre, da quando un primo angelo è entrato a far parte di questa pazza vita. E la strada si è spianata. I pericoli son parsi d'un tratto poca cosa, come se bastasse un soffio a spazzarli via. Da quando ho loro.
Posso affermare che mai prima avevo amato così. Un amore che va oltre i confini che lo delineano. Sentire che chi ti circonda capisce quello che pensi ancora prima che tu abbia formulato un pensiero. Sapere che sono esattamente lì accanto a te, che soltanto voltando lo sguardo intorno le vedrai, seppure sparpagliate lungo una penisola di guai. Percepire di averle sempre avute accanto pur non sapendolo, sentire che era scritto così, che a un certo punto la tua strada si intrecciasse alla loro, aprendoti nuovi orizzonti.
Orizzonti, già.
Una più dell'altra sono motivo di orgoglio, sentirmi fiera e onorata di poter dire al mondo che sì, io ho delle perle nella vita, che magari loro in tutta la loro vita non si sentiranno mai come io mi sento ogni singolo attimo della giornata.
E nei momenti di sconforto, di quell'assurda apatia che ti costringe a fissare il soffitto per tre ore in silenzio, con le note degli Evanescence che ti scorrono nelle vene, chiedendo a qualcuno di riportarti alla vita, alla fine ti scuoti. Perché non puoi permetterti di stare così, con tutta la fortuna che hai avuto. E forse sì, è la giusta compensazione per quello che è stato. O forse è soltanto un premio per quello che poi sconterai in futuro. Ma è l'immenso. E' magia. E pagherei oro per sentirmi così per sempre, per sentirmi così viva come magari poco tempo fa non ero. E' tutto, è sentirsi parte di un cerchio che senza una perderebbe della sua bellezza. E' l'immenso.
A te che non sei parte dell’immenso
Ma l’immenso che fa parte solo di te
Solo di te...
Citando Eros, grazie di esistere gemme mie.
VagabondAngel
E le senti le vene piene di ciò che sei
                  23:25 ♥ commenti (2)
Un anno è passato.
Un anno in cui tante cose son cambiate. Non amo fare i riepiloghi nè interrogarmi su quello che è successo, o che è stato, vedere cos'è cambiato oppure cos'è rimasto intatto.
Ma, mi son resa conto per caso che un anno intero è passato. Stavo dando da mangiare al gatto e mi è saltato alla mente, non so per quale assurda concatenzione di pensieri.
Un anno fa.
Da quando con una bandana celeste al collo giravo per quelle baracche con lo sguardo smarrito, con il terrore che mi scorreva nelle vene e la mano stretta in quella di una delle persone che meno reputavo vicine a me.
Quel viaggio ci ha legate, perché quando vivi un'esperienza del genere, devi affidarti a qualcuno. Mi sentivo senza forze, sballottata da parte a parte, lo sguardo perso che guardava fuori dal finestrino, alla ricerca di qualcosa a cui aggrapparsi. Ma niente c'era.
Io e la paura.
Insieme. Mi ci addormentavo la sera sentendo il sangue raggelarsi, mi rigiravo nelle coperte incapace di prender sonno.
La sua domanda puntuale alle una di notte, sempre la stessa.
Non riesci a dormire vero?
Come potevo? Come anche potevo solo pensare di chiudere occhio e non rivedere quelle immagini? Poi però, il sonno la vinceva, e insieme, insieme riuscivamo a staccare, a separare i momenti in cui la situazione richiedeva serietà, da quelli in cui potevi svagarti, dovevi, sennò impazzivi. E ricordo col sorriso i canti nel pullman, l'inno della fiorentina cantato a squarciagola in un autogrill di Bolzano, in cui già si respirava aria tedesca.  
Non è stato il compimento dei diciotto anni a cambiarmi, non è stato uno stupido numero a dirmi che un briciolo di maturità si era impossessata di me. Son stata costretta a crescere in fretta, forse una vera infanzia fatta di ricordi splendenti non ce l'ho, forse le urla maledette si mischiano alla figura di una bambina di quattro anni che candidamente si dondolava sull'altalena, incurante dell'inferno che la circondava.
Forse, forse però devo davvero ringraziare, perché nonostante tutto ho una famiglia su cui contare, nonostante alle volte spaccherei il mondo per i problemi che si presentano. C'è sempre il rovescio della medaglia. Ci sono quei ricordi che non posso cancellare, quelle immagini che ogni tanto mi si ripresentano davanti agli occhi, che mi riempiono di lacrime gli occhi. Che mi hanno costruito una corazza intorno che in pochi son riusciti ad abbattere, mentre i più si sono arresi all'istante.

Odio chi si crede l'unico a soffrire. Giusto l'altro giorno ho sentito una frase raccapricciante.
Non vedo perché continui a marciarci sopra, infondo è passato un anno. Ognuno ha i suoi problemi, ma non capisco perché continuare a soffrirci.
E' questo che la gente non capisce. IL tempo passa e le ferite si curano. Ma il vuoto resta. E io, io ho la fortuna di avercela una madre, di averla ancora quì nonostante troppe volte sia stata lì lì per vederla svanire, quando per sua scelta, quando per intervento esterno. Però sta quà, e allora, devo vedere di far cambiare questo rapporto, magari in meglio, anche solo di poco. Lei non cambierà, questo lo so. Nessuno mi restituirà quegli anni, e io nemmeno li chiedo. Però c'è il futuro da vivere.
Non ho mai creduto ai cambi di rotta improvvisi, ai film che iniziano nel tono più drammatico possibile e terminano con l'happy ending da favola. Quella non è la realtà, non è così che va la vita vera.
E non lo dico perché sono un'esperta, ma in questi diciannove anni passati quà, qualcosa devo pur aver imparato.
E ho imparato che niente cambia, se non sei tu a cambiarlo.
Ho imparato che niente ti è regalato, se non te lo sudi sulla pelle.
Ho imparato che le sconfitte arrivano anche quando non te le meriti, ma la tua forza risiede lì, in quell'attimo in cui asciughi le lacrime e ti rialzi velocemente.

Parlavo con mia sorella oggi pomeriggio, e riflettevo sul fatto che se sono circondata da creature meravigliose, forse non devo essere male.
Qualcosa di buono devo pur averla, nonostante io non la veda. In diciannove anni son diventata quel che sono. 
Pianti a dirotto nel cuore della notte, le corse per fermare il sangue che da un braccio colava troppe volte, le preghiere silenziose a qualche dio all'ascolto alla ricerca di un po' di stabilità, le urla fino a perdere il fiato perchè qualcuno potesse sentirmi, per sovrastare altre voci che si accavallavano le une sulle altre, per tentare di fermarle almeno per due secondi, un sogno rubato dopo l'altro, che si infrange e non ti lascia possibilità di appello. Forse anche questi son serviti, forse davvero le sconfitte diventan vittorie.
Forse mentre asciugavo il suo sangue a sei anni nemmeno lo sapevo, quello che sarei diventata. E forse l'eruzione di lacrime che adesso mi colpisce è solo al ricordo di quelle scene, a cui non pensavo da un bel po'. E forse è vero, lei avrebbe voluto darmi di più, molto di più di quello che ho adesso. Ma sai, mamma, non importa. Va bene così, tutto fa brodo, diceva la nonna finchè poteva.
E allora, forse mi è servito. Forse son così per quello. E se a qualcuno piaccio, non devo essere poi così tanto male come credo.
Ed ecco che la fiducia in sè matura d'un botto.

Un ultima cosa, poi vado a dormire, ché domani mi aspetta una giornata importante. Fondamentale, direi.
Jo, splendore mio. Prenditi tutto il tempo che vuoi. Te lo ripeto da giorni, e alla fine mi hai ascoltata. Non ti preoccupare di niente, se non di te. Non pensare a noi, metti al centro dei pensieri te stessa, almeno per una volta. E noi ti aspettiamo, nessuno di questi tre Angeli ha intenzione di scappare, nè di lasciarti indietro. Quando tornerai saremo quì, ad aspettarti.
We'll be right here waiting for you.
VagabondAngel
Urca urca tirulero oggi splende il sol
                  15:42 ♥ commenti (1)
Il sole bacia i belli, così dicono. Oggi deve essersi sbagliato, visto che mi ha seguita come un'ombra tutta la mattina.
Me ne stavo seduta sotto il sole, gli occhi chiusi e l'erba che mi solleticava la pelle. Il cane che di tanto in tanto veniva a darmi una leccatina in fronte, il gatto che passeggiandomi intorno si strusciava contro le mie gambe, mia nonna in lontananza che sonnecchiava seduta sulla sua sdraio.
E mi sentivo bene. Pensavo che se la felicità non era quella che provavo in quei minuti, ci si avvicina moltissimo.
Semplice, leggera, quotidiana quasi.
Comico come io sfugga a ciò che di più normale esista, e poi alla fine mi ci arrenda stesa sotto il sole.
Mi sentivo come quando a quattro anni mi distendevo nello stesso prato, nella stessa posizione a guardavo le nuvole, leggendoci il senso della vita. Vedendoci figure e immagini che in realtà non ci sono, come quelle che proprio tre giorni fa mi sono riscoperta a cercare in un chewing-gum trovandoci le fattezze di una papera.
Sfogliavo di tanto in tanto Kerouac, attirata per lo più dal cielo. Così limpido, il polline che svolazzava leggermente perdendosi nelle pagine.
Starsene distesi su un pratino, immaginarsi che sia uno di quelli all'inglese, chiudere gli occhi e sentire il richiamo della propria terra. Assurdo, direte voi.
Già, assurdamente assurdo dico io.
Eppure è così. Ieri ho passato la serata a sospirare, mia sorella dal letto che mi lanciava sguardi carichi di preoccupazione. Secondo me si spara il giorno prima della partenza. Sa che le renderò quella vacanza un inferno, che urlerò come un coyote, che piangerò davanti a PP, che bacerò il suolo appena atterrata e che mi metterò a cantare nel bel mezzo di Piccadilly Circus. Lo sa, se lo sente.
Eppure l'ha proposto lei. Ami le sfide, sorella mia. Si vede.
Navigavo tra i vari siti sentendo l'aria di casa. Chissà se ce la farò stavolta.
Agosto è dietro l'angolo, l'esame è alle porte, la libertà si avvicina. Andy un giorno mi ha detto "non vedo l'ora che anche tu possa sentire cosa si prova".
Chissà cosa c'è dopo. Chissà che mi aspetta. Chi prospetta un futuro cupo, triste, chi un'orizzonte meraviglioso e sole splendente.
Non credo nè all'uno, nè all'altro.
Ci saranno le tormente, non è sempre estate. Come non è sempre inverno, uscirà il sole prima o poi.
Can't rain all the time.
And all the roads we have to walk along are winding
And all the lights that lead us there are blinding
There are many things that I would
Like to say to you
I don't know how
Con le note di Wanderwall nelle orecchie, continuo a guardare il cielo, beandomi delle gioie primaverili. Il trillare del telefono mi scuote dalla mia meritata pace. Un messaggio di mia sorella.
Ora che ci penso, perché guardavi la mappa di Canterbury ieri sera?
Perché sono masochista, principalmente. Perché mi diverto a girare il dito nella piaga massacrandola ulteriormente. Perché tanto più vuoi chiudere gli occhi più te li tengono aperti a forza, e io allora, lo faccio da sola. Meglio no?
I said maybe
You're gonna be the one who saves me ?
And after all
You're my wonderwall
Vorrei spengere il telefono ma qualcosa me lo impedisce. Il guerriero dopotutto non riposa mai. Perchè dovrei farlo io, allora?

Guardo fuori dalla finestra mentre chiacchiero con mia sorella. E' un po' giù, povera stella mia.
In momenti del genere ti senti inutile, non puoi fare un bel niente da uno sperduto paesino di questa città se le persone che ami son distanti. Non puoi far altro che rassicurarle, ripetere che andrà tutto bene, che in ogni caso sarai al loro fianco. E basta?
*Ehy, ehy, qualcuno quì si sta facendo assalire dalla malinconia. Non ti provare, non adesso.*
E ecco che ritorna il vento, che il sole viene oscurato da nuvoloni neri e quello che sembrava un cielo limpido potrebbe trasformarsi nella quiete prima della tempesta.
E se non ce la facessi? Se il mio piano fallisse? Se entro il 31 Dicembre non ce la facessi? Certo, non è una catastrofe mondiale però..
*E se invece la smettessi di fracassarti il cervello da sola? Non sarebbe male come idea. Oltretutto Harry ne sarebbe lietissimo, che non ne può più di correre a perdi fiato su quella ruota.*
Mi duole ammetterlo, ma la mia coscienza ha ragione. I monologhi interiori fanno bene, ma non esageriamo.
Ridiamo delle assude storie su Gustav, quel santo batterista che amiamo va. Che è meglio, come diceva l'amico Quattrocchi.
La bambina che interpretava le nuvole stesa sotto il sole prende il sopravvento, lasciamola libera di immaginare quel che vuole.
VagabondAngel

Myspace Codes